Tribraco

"[...] In soldoni abbiamo assistito all'atterraggio di alieni sul palco del Brancaleone, una delle poche cose italiane di cui non vergognarsi al momento." Giuseppe Celano - Extra Music Magazine

"Funambolici e anticonformisti, attenti nei dettagli e grandi improvvisatori. I Tribraco sono spiazzanti, sia per il loro trascinante virtuosismo sia per la loro carica innovativa e artistica.[...]" La Repubblica, Trovaroma

"Oggi hanno cambiato le regole del Punk Rock"
Jack Brewer, Saccharine Trust

"una band che non smette di stupire e che suona tutt’altro che collosa nel panorama italiano attuale. Una continua sospresa proveniente ancora una volta dall’underground culturale di Roma." Francesco Sorricaro - Parolibero

"Fuori dai canoni, sicuramente, il Tribraco per questo secondo lavoro discografico ha costruito un percorso che porta a suoni più distesi, meno psichedelici del precedente Cracking the Whip (2009), ma che riesce a dare una storia e un senso ad ogni volo pindarico, sia esso mentale, musicale o percettivo." Emiliana Pistillo - MArtelive

"È un vero piacere ascoltare italiani capaci di osare tanto, con questa determinazione poi non se ne sentiva da tempo." Giuseppe Celano - Extra Music Magazine

"You can really find yourself losing all track of time while exploring the musical universe that Tribraco sets up." Sea of Tranquility

"E se spuntano sul fondo le idee e le chitarre di Bill Frisell, Mike Stern e soci, non abbiate paura. Sono profili, le idee si concretizzano a marchio Tribraco. Ottimo." Gianluca Diana - Alias, Il Manifesto

Tribraco avantrockalt

Dopo Cracking The Whip, l’apprezzato album d’esordio prodotto nel 2007 da Megasound, e un entusiasmante tour negli States, torna in campo il frizzante quartetto romano Tribraco con un nuovo, esaltante, lavoro discografico: Glue.

Se in Cracking the Whip il viaggio era stato tutto interiore, Glue riflette la concretezza di chi vuole fermarsi a respirare mettendo a disposizione una precisa chiave di lettura dell’eccentrico mondo del Tribraco. L’amalgama dei viaggi, fisici e mentali, del gruppo si è trasformata inevitabilmente in musica. Stavolta l’ascoltatore può fissarsi in testa una mappa ben precisa. Non per niente il nuovo lavoro è stato presentato proprio in viaggio, durante il Music and Miles Tour con i Neo, tra agosto e ottobre 2010, suonando in 38 città statunitensi (13.000 km in 50 giorni).

Si parla innanzitutto di una musica, che attraverso la destrutturazione di forme classiche e senza lasciare niente al caso, prende i suoi cliché (dalla dodecafonia ai richiami a Petrushka) e li incolla al jazz rock di casa, all’improvvisazione e a ciò che riesce a raccontare per immagini. Così, senza bisogno di parole, tra storie, aria rarefatta, articolazioni ironiche, malinconiche e sfrontate i Tribraco suonano la situazione contemporanea: lo squallore del falso divertimento di una festa in cui ci si ritrova attaccati al pavimento come topi sulla colla (“Blue Glue”) o del dirigente italiano medio a cui si incollano, senza riluttanza, pazzia e falsa serenità (“Ponte sullo Stretto”).

La consistenza materiale di Glue sta nel riuscire a far respirare gli odori di una Londra che, tra flussi smorzati e contraccolpi, gioca a confondere estraneità e appartenenza (“Warlock Road”). Nel gustare un sottile aroma di metzcla, una delicata ritmica andina riscaldata da jazz e sprazzi di malinconia elettrica (“Volver a Buenos Aires”). Senza, però, dimenticare di frugare tra le contraddizioni nostrane, quelle sarde, sfondo e trampolino metaforico verso il nuovo (“L’Uomo del Nuraghe”, “Samatzai”). Si intrecciano distorsioni di corde e loop, ritmiche oscillanti, tensioni spinte e divergenti fino a diventare amare (“Mastro Ciliegia”). Di fondo rimane comunque l’eclettismo jazz rock d’avanguardia che li accompagna da sempre (“Burlesque”), con fugaci ritorni alle venature noise (“Sergente di Ferro”, dedicata al maestro Ernest Dawkins - Association for the Advancement of Creative Musicians - che li ha diretti in ensemble nell'agosto 2009).

In questo universo onirico il Tribraco racconta le sue visioni sonore: ora con l’aggressività di Igor Strawinsky, talvolta con la dolcezza di Bill Frisell, senza escludere l’incontinenza di Luciano Berio e la calma instabile presa in prestito da John Zorn. Visioni sonore trattenute da una cornice di pezzi di vetro frammentati, in un certo senso incollati, ma che si lasciano ricomporre in immagini. Si incanta e si inganna, seducendo o ferendo.

E Glue è una colata di resina trasparente: ne fa vedere tutti i pezzi chiaramente, mostrando in un’altra luce l’album precedente (“Fake!”, il falso d'autore che apre il disco, raccoglie e rielabora le componenti che avevano portato alla composizione di “The Human Cannonball”, singolo del precedente album). Ma allo stesso tempo li amalgama, li rende volutamente più chiari e comprensibili, meno psichedelici e in un certo senso più rassicuranti. È un aiuto per capire le leggi inverse che regolano il mondo del Tribraco.

Ma è colla soprattutto perché salda i generi, gli stili, le diverse forma mentis dei musicisti e gli elementi interni al disco. È il risultato delle importanti esperienze che il gruppo ha maturato a livello nazionale e internazionale soprattutto dalle performance live del precedente disco, che li aveva visti calcare palchi di tutto rispetto come il Festival di Sant'Anna Arresi "Ai Confini tra Sardegna e Jazz", il "Time in Jazz" Festival di Berchidda (dove hanno sonorizzato dal vivo le performance di Ornella D'Agostino) o il Villa Celimontana Jazz Festival di Roma, fino alle esperienze londinesi e americane.

Il Music and Miles Tour I e II, in particolare, ha permesso ai Tribraco di collaborare ed avere come ospiti imponenti artisti della scena statunitense, tra questi: Mike Watt (Iggy Pop and The Stooges), Kira Roessler (Black Flag), Ava Mendoza Trio (Ava Mendoza, John Sciurba, Sam Ospovat), Burmese, PAK, Tim Dahl (Child Abuse), Weasel Wealter (Flying Luttanbachers). Ma anche con i Saccharine Trust, con cui Neo e Tribraco hanno suonato in due occasioni, e di cui il cantante (Jack Brewer) ha scritto: “oggi hanno cambiato le regole del punk rock”.

Glue presentato ufficialmente in Italia il 17 febbraio 2011, è prodotto da Megasound e distribuito da Megasound, Zebralution/Warner e Wayside Music (USA).

Prossimi Concerti


ComScore

Line up Tribraco

Lorenzo Tarducci
chitarra, loop machine.

Dario Cesarini
chitarra, loop machine, effetti.

Mauro Gavini
basso.

Tommaso Moretti
batteria.

Management Scheda Tecnica

Discografia Tribraco

Cracking The WhipCracking The Whip
©2007 Megasound
Compra CD

GlueGlue
©2011 Megasound
Compra CD

Distribuzione

Tribraco sul web

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