Tubax

"il più delle volte i brani sono movimentati e articolati, sviluppano le idee in maniera interessante e non del tutto prevedibile. È un ascolto impegnativo in più di una occasione, nonostante (o forse proprio a causa di) un persistente groove dalle coloriture scintillanti, ma si tratta senza dubbio di un progetto originale, meritevole di trovare un pubblico più ampio." Alessandro Besselva Averame - Il Mucchio

"I Tubax riescono a fondere con esiti positivi stilemi e realtà diverse in una visione d'insieme riuscita e di forte attrattiva. Grandiosi." Michele Montagano - RockIt

"This is definitely one of the most interesting funk releases I have heard in a long time, and I like how raw the production is, and how organic the overall sound is. The Tubax guys make it all sound so easy almost intuitive and jam-like, but, in reality, the music on this release is very complex and technical" Sea Of Tranquility (USA)

"Possibly the most interesting dirty funk release since Herbie Hancocks "Headhunters", this release is recommended to any adventurous fan of supah funkay music." Time_Signature - ProgFreak

"Freschi, concisi, i Tubax non si perdono mai in elucubrazioni masturbatorie da scuola di musica ma rivoltano con acume e forza il loro messaggio musicale all’ennesima potenza." Emanuele Tamagnini, 5 su 5 - Nerds Attack

"Tubax brings some of the most bizarre funk-and-synth-infused dance-jazz you’ll ever hear" W.C. Ruffnel - Dayton City Paper (USA)

"Otto tracce strumentali [...], tra cavalcate prog, funk da dancefloor e un cargo incredibile d’ironia" Bolobazza

"Altogether, Tubax was a breath of fresh air for the normally chill stage of Donkey and really set the tone for what was coming next." Katie Pinter - ACRN'S SCENE AND HEARD (USA)

"[...] qualcosa che non deve essere passare inosservato. Un album assolutamente da ascoltare." Acidi Viola

Tubax altaltalt

Fugace, inquietante, serrato, frastornante. Come l’apocalisse o un disastro naturale il sound dei Tubax batte sulle stesse corde e sulle stesse peculiarità e, dopo tre anni di martellante collisione musicale, esplode in “Il Mondo Stava Finendo”: l’ultima battaglia a colpi di progressive, elettronica e funk. Prodotto da Megasound, “Il Mondo Stava Finendo” sintetizza tre anni di emozioni e pensieri funky portati su e giù dai palchi, tempi vorticosi, sbalzi ironici di ritmiche e diverse occasioni rock. Registrato live, in presa diretta, sotto l’effetto di una pericolosa ebbrezza elettronica che scorre tra cavi e autostrade del suono, le influenze partono dagli anni ’70 e dalle movie soundtrack, arrivando a contaminazioni progressive e giochi di campionamento che trascinano inevitabilmente a discutibili distorsioni mentali. Ma in presa diretta soprattutto perché mantenere una naturale immediatezza d’impatto e di continuità con i live è fondamentale per i Tubax: è chiave di volta ed emblema del loro sound.

Tra le pieghe de “Il Mondo Stava Finendo” i Tubax incidono soprattutto esperimenti senza margini netti, tracce inedite e rivisitazioni dei brani del primo demo realizzato nel 2008. Ne allargano le estremità, introducono nuove sonorità, stili ed atmosfere anche molto diverse grazie a collaborazioni con musicisti provenienti dalle più diverse scene musicali come Federico Fantuz (chitarrista storico e sodale artistico di Beatrice Antolini), Marcello Malpensa (sax contralto) ed Enrico Gabrielli (Mariposa, Afterhours, Calibro 35) che contribuisce con flauto traverso e sax contralto.

I Tubax nascono nel 2007 quando, orfani di progetti musicali precedenti, decidono di unire i loro stili. Nel 2008 incidono il loro primo demo nello studio Magazzeno Bis, headquarter della Trovarobato. Etichetta che li chiamerà a rappresentare il progetto “Tutta Roba Marca” sul palco di Indipendulo in occasione del M.E.I., dove entreranno poi in contatto con Megasound. Nel 2009 la band partecipa al concorso nazionale MArtelive, aggiudicandosi il secondo posto e nello stesso anno il videoclip della palindromica “I topi non avevano nipoti”, realizzato dalla troup friulana Nonnetto coatto giga bar Taboga 20, vince il “45 Giri Film Festival”. Nel corso degli anni i Tubax hanno condiviso il palco con alcuni gruppi di spicco del panorama underground come: Calibro35, LNRipley, Aucan, Mariposa, Neo, Tribraco, Testadeporcu, Squartet, Appaloosa, Lazer Crystal.

Tra suggestioni visive ed emotive che fanno muovere, colonne sonore di tempi, spazi e storie, “Il Mondo Stava Finendo” è anche un invito esplicito a registi, video maker e “intrippati di tutto il mondo”, come dicono i Tubax, perché la storia continua, ed ha tanto da raccontare.


ComScore

Line up Tubax

Giacomo Schirru Manca
basso.

Davide Stampini
syntetizzatore, campionatore.

Alberto Fogli
batteria.

Management Scheda Tecnica

Discografia Tubax

Il Mondo Stava FinendoIl Mondo Stava Finendo
©2011 Megasound
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